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2 giugno: Pranzo di quartiere ai nostri Orti!!!!

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Alle ore 12 vi offriremo un bel pranzo a tutto il Portello,il quartiere che ospita i nostri Orti!

In piu’ come post pranzo offriamo una tombolata ed un torneo di briscola!!!

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Sgombero degli Orti

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Oggi verso le ore 13,00 sono stati sgomberati gli Orti: sono arrivati quattro operai e un civis, sono entrati nel giardino e hanno portato fuori gli attrezzi. Sarebbe stata esposa una denuncia ad ignoti. Hanno quindi sigillato il cancello di Via Marzolo e la rete, affermando che sarebbero ritornati ad apporre i sigilli della polizia sul perimetro dell’area. In attesa di capire l’entità di questa supposta denuncia, invitiamo tutti a NON ENTRARE NEGLI ORTI in questi giorni. Grazie

Come coltivare una rivoluzione nel proprio cortile

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“La patata è anarchica e il fagiolo bombarolo. La carota è da sempre un’arma non convenzionale. Il pomodoro e il carciofo sono insurrezionalisti. Il peperone è comunista. L’orto è l’ultimo schiaffo al Potere. L’orto è sovversivo!”

Manifesto degli Orti

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Per permettere a noi studenti, a tutto il quartiere e a chi sente l’esigenza di vivere un pezzo di verde lasciato in abbandono, due anni fa abbiamo aperto un varco nella rete dei giardini della Fusinato (la casa dello studente di via marzolo nel quartiere Portello a Padova).

L’effettiva qualità del cibo che mangiamo, degli oggetti che utilizziamo e l’impatto sull’ambiente di cio’ che facciamo sono questioni che cerchiamo di affrontare in modo diretto e “anticonvenzionale”, ad esempio imparando a coltivare un orto, a raccogliere le piante che la natura ci mette a disposizione, a ridare nuova vita agli oggetti aggiustandoli invece di sostituirli.

Cercando di contrastare la solita logica dell’usa e getta, impariamo a costruire il piu’ possibile da soli, anzicchè usare per i nostri bisogni risorse lontane da noi, trasformate in prodotti grazie anche al tempo altrui. Vorremmo recuperare quei saperi antichi che permettono all’uomo di sottrarsi alla dipendenza dalle logiche di mercato e di ritagliarsi uno spazio nel quale possa ritrovare sè stesso, lontano dalla frenesia e dal “tutto e subito” della vita moderna: l’autogestione e l’autoproduzione permettono di slegarci dal bisogno di sostentamento dall’industria.

Insomma ricominciare ad usare le mani per tornare ad usare la testa. 

La nostra proposta è anche di recuperare spazi abbandonati della città, ridando a questi nuova vita perché diventino luoghi di socialità intelligente invece che aree di degrado.

Il progetto degli Orti è rivolto a chiunque abbia a cuore la propria città, o il proprio quartiere, il Portello, a chi lo vive che sia studente o meno, e a tutti coloro che sentono l’esigenza di uno spazio verde di socialità in mezzo al cemento. Noi stessi ci prefiggiamo di creare un’alternativa all’etichetta studentesca di bar e piazze come unici posti dove esprimere la nostra socialità. Come studenti crediamo che l’università non stimoli una critica sufficiente al futuro che ci si posa d’innanzi; questa crisi culturale diventa per noi l’opportunità per portare avanti un pensiero libero e slegarsi da un sistema che opprime sia l’uomo che la natura.

Accogliamo con entusiasmo quindi tutti coloro che vogliono sporcarsi le mani per riuscire a condividere delle conoscenze, delle aspettative, la propria rabbia o la propria socialità.

Noi non chiediamo il futuro, ci riprendiamo il presente!