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Costa pochissimo, è facile e veloce. La ricetta del dentifricio fatto in casa.(Video)

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A proposito di ecologia domestica, vi propongo un video che insegna a fare in casa il dentifricio. E’ molto semplice e veloce, lo vedrete.

Su internet girano varie ricette; io ho scelto questa perchè richiede ingredienti facilissimi da trovare e che costano veramente poco: glicerina, bicarbonato, comune sale da cucina. Più un olio essenziale per l’aroma.

Il vantaggio per il portafoglio è evidente. Per quanto riguarda l’ambiente, gli si risparmiano le risorse necessarie per produrre tubetto e scatola, e poi per riciclarli o smaltirle in discarica. Ecco le immagini.

A proposito del bicarbonato, l’ingrediente principale (la glicerina serve giusto ad “impastarlo”) so che esiste una polemica vecchia come il cucco: fa male ai denti e li corrode! No, non fa male e anzi li sbianca!

Secondo me, taglia la testa al toro il fatto che il bicarbonato – così almeno dice Wikipedia – rientra anche nella composizione dei dentifrici industriali.

fonte:           http://blogeko.iljournal.it/2012/costa-pochissimo-e-facile-e-veloce-la-ricetta-del-dentifricio-fatto-in-casa-video/68045

Candele di cera di soia autoprodotte

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Una candela accesa, si sa, crea un’atmosfera rilassante… e se profumata dona anche un senso di pace e di armonia. Eppure non tutti sanno che gran parte delle candele in commercio, realizzate con la cera di paraffina, sono particolarmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.
La paraffina è una complessa miscela di idrocarburi di derivazione petrolchimica, largamente utilizzata per i suoi costi contenuti. Uno studio condotto dall’americana “Enviromental Protection Agency” ha rilevato la cancerosità e la neurotossicità della fuliggine nera emanata dalle candele di paraffina. Fuliggine che diffonde nell’ambiente sostanze chimiche dannose come l’acetaldeide, la formaldeide, l’acrolene e il naftalene e che sarebbero responsabili, per i soggetti sensibili, di irritazioni delle vie respiratorie e nei casi più estremi di disturbi neurologici, cefalea, nausea, vomito, vertigini. Sotto accusa anche il piombo contenuto negli stoppini e i coloranti a base di solventi e additivi pericolosi, come nafta e naftalene, e i profumi contenenti flalati tossici.
La natura, per fortuna, ci fornisce grazie alla cera di soia una soluzione alternativa alle dannose candele industriali. L’invenzione della cera di soia risale al 1991, quando Michael Richards cercava un’alternativa più economica alla cera d’api. E i vantaggi legati alla cera di soia sono molteplici. Primo fra tutti quello di essere una risorsa rinnovabile e sostenibile, un prodotto cruelty free, in quanto non testato sugli animali ed infine la sua origine vegetale, garantisce l’assenza di sostanze tossiche e inquinanti durante l’accensione. La cera di soia, inoltre, assicura stabilità alla candela e la sua fiamma sarà più brillante e senza fumo.
Realizzare candele di soia in casa è un’operazione estremamente semplice e divertente!

OCCORRENTE:
– Cera di soia:
La cera di soia può essere acquistata nei colorifici, nei negozi bio o online. Se disponiamo di acido stearico possiamo addizionarlo nella misura del 10% (20% max). Quest’ultimo farà sì che la candela bruci più lentamente ed in maniera più omogenea.

– Stoppino,
E’ bene utilizzare del filo di cotone (il filo sintetico una volta bruciato immette diossina nell’aria). Io ho preso in merceria del filo “a coda di topo”.

– Pentolino e bicchiere per bagnomaria;

– Oli essenziali
Possiamo utilizzare degli oli essenziali di nostro gradimento o oli da cui vogliamo sfruttare i vantaggi dell’aromaterapia. Gradevolissimi sono quello di lavanda o agli agrumi.

– Contenitore
Possiamo riciclare bicchierini, vasetti e quant’altro si presti bene per contenere la nostra candela, persino mezzo limone o mezza arancia svuotati.

PROCEDIMENTO:
1. Tagliamo a pezzi la cera di soia (se non è già in scaglie) e uniamo l’acido stearico (se non lo avete potete ometterlo, non è indispensabile);
2. Fondiamo a bagnomaria la cera di soia e l’acido stearico in un bicchiere di vetro;
3. Tagliamo il filo di cotone di qualche centimetro più lungo rispetto alla lunghezza della nostra candela. Intingiamolo nella cera di soia fusa, lo stendiamo ben dritto su un foglio di carta stagnola o carta forno e lo riponiamo in freezer fino a quando non si sarà totalmente solidificato.
4. Una volta raggiunti i 50° la nostra cera di soia si sarà completamente fusa. Pertanto la tireremo fuori dal bagnomaria e la verseremo sul contenitore che abbiamo scelto. Il punto di fusione relativamente basso della cera di soia fa sì che questa non si solidifichi in fretta una volta sciolta. Quindi non possiamo far pasticci!
5. Riponiamo lo stoppino al centro del contenitore e lo fissiamo all’estremità con una molletta o con uno stuzzicadenti.
6. Lasciamo qualche ora a solidificare e la nostra candela ecologica è pronta!

Vi mostro alcune delle mie candeline. Per le decorazioni ho usato fiori di lavanda, karkadé, frutti di bosco essiccati. Ma in questo potete sbizzarrirvi!

 
(Rossana Vella)

Orti e giardini sociali, condivisi, aziendali, urbani, solidali !!!!!!!!!!

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“Occupate le terre così come occupate le piazze”

Vandana Shiva ai giovani italiani

Orti intesi come spazi condivisi, come ritorno alle cose semplici e vere.

Ma ancora come riappropriazione degli spazi pubblici per una diversa destinazione utile ad anziani, giovani, a tutti.

Contro il degrado e per il ritorno alla natura.

Questo è un elenco che si aggiorna di giorno in giorno anche grazie alle vostre segnalazioni!!

ABRUZZO

Orti Urbani Abruzzo

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/groups/328054003919296/?notif_t=group_r2j_approved

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – Orti urbani

www.parks.it/parco.nazionale.gran.sasso/dettaglio.php?id=16845

Orto Sinergico in Abruzzo (montebello)

www.facebook.com/pages/Orto-Sinergico-in-Abruzzo/125407454194784

BASILICATA

CALABRIA

I PiantaGrano – Guerrilla Gardening – Reggio Calabria

www.facebook.com/pages/I-PiantaGrano-Guerrilla-Gardening-Reggio-C/101436853241461

CAMPANIA

Orti sociali Succivo(CE)

www.youtube.com/watch?v=ApHy2s1mqtc&feature=youtube_gdata

Ortigami (NA) – (orto di Friarielli Ribelli)

Friarielli Ribelli

www.facebook.com/pages/Friarielli-Ribelli/189356217776502

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/profile.php?id=100002627110500&sk=info

Spaccanocelle – Guerrilla Gardening Avellino

www.facebook.com/messages/101436853241461#!/spaccanocelle

www.facebook.com/groups/spaccanocelle/#!/groups/spaccanocelle/

Amici del parco metropolitano delle colline di napoli

www.facebook.com/groups/anto64/

EMILIA ROMAGNA

Terra di Nettuno – Guerrilla Gardening Bologna

www.facebook.com/#!/profile.php?id=100002256263489

Guerrilla Gardening Bologna

www.facebook.com/groups/63100472355/#!/groups/244067099021677/

Trameurbane Guerrilla Gardening Bologna

www.facebook.com/trameurbane#!/trameurbane?sk=wall

Orti Condivisi Ferrara

www.facebook.com/presidiogiovaniagricoltori#!/orticondivisiferrara

http://orticondivisi.altervista.org/

Ri-Generazione Urbana “programma di ripensamento dei luoghi marginali e degli spazi pubblici della città di Ferrara”

www.facebook.com/profile.php?id=100001277854554&ref=ts

Orto Sinergico Condiviso a Budrio (BO)

www.associazione-eco.it/?q=progetto_orto

FRIULI VENEZIA GIULIA

LAZIO

Fermenti di Terra

www.fermentiditerra.it

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/FermentidiTerra

Società Agricola Coraggio

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/societaagricolacoraggio

Guerrilla Gardening Roviano

www.facebook.com/#!/guerrillagardening.roviano

mappa degli orti e giardini condivisi a Roma (di Zappata Romana)

www.zappataromana.net

http://www.facebook.com/zappataromana

Giardinieri Sovversivi Romani

www.facebook.com/#!/groups/346179672203/

Zolle Urbane

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/profile.php?id=100002036114738

Lavangaquadra(nuova Arcadia) orti nel sesto municipio (roma)

www.lavangaquadra.com

Presidio Giovani Agricoltori  

www.facebook.com/presidiogiovaniagricoltori#!/presidiogiovaniagricoltori

Orto Sinergico a Manziana

www.facebook.com/#!/pages/Orto-Sinergico-a-Manziana/161739073851790

Filo Verde assoc. cultur. sul tema del paesaggio come processo condiviso di costruzione del territorio

www.facebook.com/filoverde?ref=ts

Hortus Urbis

www.facebook.com/HortusUrbis?ref=ts

Orto Circuito

www.facebook.com/profile.php?id=100003390600170&ref=ts

La strada dell’Orto (VT)

www.facebook.com/lastrada.dellorto

http://lastradadellorto.weebly.com/

LIGURIA

Meditamare

www.meditamare.it/index.html

www.facebook.com/groups/280851520027/

LOMBARDIA

mappa lombarda degli orti pubblici ( di Coldiretti Lombardia)

http://www.lombardia.coldiretti.it/default.aspx?subskintype=Detail&Cod_Oggetto=33934002&KeyPub=GP_CD_LOMBARDIA_HOME|CD_LOMBARDIA_HOME

Orto anch’io (VA)

www.comune.varese.it/si4web/common/AmvDocumentoInfo.do?MVVC=amvdocui&ID=665&REV=0&MVPD=0&MVTD=1&MVSZ=188

Isola Pepe Verde

www.facebook.com/messages/125389367522362#!/pages/Isola-Pepe-Verde/125389367522362

GelsominoGroup Guerrilla Gardening (Soresina) (ortocrossing)

http://www.facebook.com/messages/125389367522362#!/profile.php?id=100000155415341&sk=wall

Orto Circuito Milano

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/LibereRapeMetropolitane

Il Giardino degli Aromi

http://www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/profile.php?id=100001888526430&sk=info

Orti d’ Azienda

www.ortidazienda.org

www.facebook.com/media/set/?set=a.308110302578016.79965.289501087772271&type=3#!/pages/OrtidAzienda/289501087772271

MARCHE

Guerrilla Gardening Fano

www.facebook.com/messages/101436853241461#!/groups/139242136097381/

Colonizzatori Urbani (macerata)

www.facebook.com/groups/colonizzatoriurbani/

Orto Circuito Urbino

ortocircuitourbino.blogspot.it/

www.facebook.com/ortocircuitourbino?ref=ts#!/ortocircuitourbino?sk=info

MOLISE

PIEMONTE

badili badola Guerrilla Gardening

www.facebook.com/groups/212416892599/

OrtoCampo (Orto Sinergico – Gassino TO)

www.facebook.com/#!/ortocampo

Miraorti Orti a Mirafiori

www.facebook.com/Miraorti

PUGLIA

Orto Circuito Bari

www.facebook.com/profile.php?id=1271798530#!/groups/119354734773795/

http://ortocircuito.blogspot.it/

SARDEGNA

Guerrilla Gardening Bolotana

www.facebook.com/pages/Guerrilla-gardening-Bolotana/117453378365692#!/pages/Guerrilla-gardening-Bolotana/117453378365692

Guerrilla Gardening Alghero

www.facebook.com/groups/302708829768877/

Terraterra (Orto di Emilio)

www.facebook.com/#!/pages/Terraterra/177553328923083

www.facebook.com/segreteria.terraterra?__att=iframe

Orto Sovversivo di Nurri

www.facebook.com/groups/324384690934574/

SICILIA

Parco Uditore Palermo

www.facebook.com/Parco.Uditore.Palermo?ref=ts

Guerrilla Gardening Palermo

http://www.facebook.com/guerrilla.gardeningpalermo

Guerrilla Gardening Messina

www.facebook.com/pages/Guerrilla-Gardening-Messina/224002964332031

Guerrilla Gardening Catania

www.facebook.com/groups/63100472355/

TOSCANA

Empoli – Orti sociali

www.youtube.com/watch?v=n2nXa6nkmqU

Signa (FI) – Orti sociali

http://www.comune.signa.fi.it/schede/societa-della-salute/anziani/orti-sociali

Amici dell’Orto (Livorno)

www.facebook.com/messages/1202827101#!/groups/318848351459097/?notif_t=group_r2j_approved

Livorno  – Orti per anziani

www.comune.livorno.it/pages.php?id=2115&lang=it

Montemurlo (PO) – Orti sociali

http://www.comune.montemurlo.po.it/servizi/sociale/htm/ortisociali.htm

Orto X Orto (pistoia)

www.facebook.com/groups/colonizzatoriurbani/

TRENTINO

 

UMBRIA

VAL D’AOSTA

VENETO

Provincia di Treviso – Orti Urbani 

www.provincia.treviso.it/Engine/RAServePG.php/P/520010010315/C/0

Cadoneghe (PD) – Orti sociali

http://www.cadoneghenet.it/context.jsp?ID_LINK=185&area=9

Guerrilla Gardening Vicenza

http://www.facebook.com/messages/125389367522362#!/profile.php?id=1716764319

Guerrilla Gardening Veneto

www.facebook.com/pages/Guerrilla-gardening-Bolotana/117453378365692#!/pages/Guerrilla-Gardening-Veneto/147860238594438

Compagnia Zappa e Rastrello

zapparastrello.blogspot.it/

TUTTA ITALIA

Progetto “Orto in Condotta” di Slow Food in varie scuole di tutta Italia

www.slowfood.it/educazione/pagine/ita/pagina_orto.lasso?-id_pg=128

Guerrilla Gardening Italia

www.facebook.com/#!/groups/GuerrillaGardeningItalia/

Progetto “Orti Urbani” di Italia Nostra, Coldiretti, Anci, Campagna Amica

www.italianostra.org/?p=4438

www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani

fonte:       http://www.facebook.com/mettiamocilcuore

India: la storia incredibile di un piccolo grande uomo

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Questa è la storia di uomo, un singolo uomo capace di cose incredibili, cose nel mondo di oggi impensabili. No, non sto parlando di un super eroe dei fumetti e tanto meno sto per raccontarvi una favola. La storia di Jadav ‘Mulai’ Payeng è pura e  semplice realtà.

jadav mulai payengJadav è un nativo indiano, è un piccolo uomo di 48 anni che da solo, ha trasformato un esteso banco di sabbia lungo le rive del fiume Brahmaputra in una rigogliosa foresta. Nativo del Distretto di Jorhat (nello Stato nord-orientale di Assam) e noto tra la popolazione locale come ‘Mulai’ (un titolo portato da numerosi sovrani del Marocco), nell’arco di 30 anni è riuscito a rimboschire una superficie di circa 550 ettari.

Come riportato dal The Asian Age, la sua foresta, conosciuta da tutti come ‘Mulai Kathoni’ o ‘la foresta di Mulai’, è diventata l’habitat ideale per centinaia di cervidi, conigli, scimmie ed innumerevoli varietà di uccelli. Ciò che una volta era uno sterile banco di sabbia vicino al suo villaggio natale, oggi è un rifugio sicuro per specie in via di estinzione come i rinoceronti unicorno e le tigri reali del Bengala (la cui piccola comunità, di recente, è aumentata grazie alla nascita di due cuccioli).

Mulai ha cominciato a lavorare alla sua foresta intorno al 1980, poco più che adolescente, quando, dopo una lunga serie di inondazioni, trovò la spiaggia del Brahmaputra invasa da una moltitudine di rettili senza vita. L’uomo, che all’epoca aveva solo 17 anni, prese una decisione che gli cambiò la vita: «I serpenti erano morti di caldo, poiché non c’erano alberi sotto cui ripararsi. Mi sono seduto e ho pianto. È stata una carneficina. Ho avvertito il Dipartimento Forestale e chiesto loro di piantare degli alberi. Mi hanno risposto che qui non sarebbe cresciuto niente. Anzi, hanno chiesto a me di provare a piantare dei bambù. Non mi ha aiutato nessuno. È stata davvero dura, ma ce l’ho fatta».

Mulai decise di lasciare la scuola e la sua casa natale per andare a vivere da solo sulle rive del fiume. Passava le giornate osservando le piante crescere e così, nel giro di pochi anni, la spiaggia era diventata un bosco di bambù. «È stato allora che ho deciso di piantare alberi adatti alla zona. Li ho raccolti e li ho piantumati qui. Dal mio villaggio ho portato delle formiche rosse, che mi hanno morsicato un sacco di volte. Le formiche rosse migliorano la qualità del suolo. È stata un’esperienza incredibile» ha spiegato Mulai.

Il cambiamento era in atto e poco a poco, nella sterile zona è germogliata una grande biodiversità di flora e fauna selvatica, specie in via di estinzione comprese. «Anche gli uccelli migratori hanno cominciato a vivere qui. Dopo anni e anni, sono arrivati gli avvoltoi. La presenza della fauna selvatica ha attirato i predatori». Ancora oggi, Payeng prosegue nella sua “missione” e vive in una capanna ai confini della foresta, con la moglie e i tre figli.

eleph-mulaiIl Dipartimento Forestale dello Stato di Assam ha appreso dell’esistenza della foresta di Mulai solo nel 2008, quando un branco di elefanti selvatici vi si era rifugiato. Esiste, infatti, un gruppo di circa 100 elefanti che stanzia regolarmente nella foresta per sei mesi all’anno e, di recente, si è allargata di altri 10 elefantini. «Siamo rimasti impressionati nel trovare una foresta così fitta su un banco di sabbia – ha dichiarato alla stampa Gunin Saikia, conservatore forestale –, gli abitanti di un villaggio locale, le cui case erano state abbattute dai pachidermi, volevano distruggere la foresta, ma Payeng li ha sfidati ad uccidere lui per primo. Mulai tratta gli alberi e gli animali della foresta come se fossero dei figli. Per questo abbiamo deciso di aiutarlo». «Payeng ci ha davvero sbalordito. Si è dato da fare per 30 anni. Se vivesse in un altro paese – ha concluso Saikia – sarebbe un eroe».

È il governo centrale indiano? Finora non è mai intervenuto, nessun incentivo, nessuna assistenza. Solo il Dipartimento Forestale locale (che ha in programma di estendere la foresta di Mulai di altri 1.000 ettari) gli fornisce, a cadenze regolari, gli alberi da piantare.

«Il Dipartimento sta mostrando interesse per la conservazione della foresta, attraverso visite regolari al sito – afferma Mulai –, se il Dipartimento Forestale mi garantisce che gestirà questa foresta al meglio, potrò traslocare in altre zone dello Stato per avviare altri progetti, simili a questo».

india rinocerontiLa storia di Mulai è una favola da raccontare ai bambini e una realtà da diffondere agli adulti, un esempio splendido da seguire, la dimostrazione che l’uomo può interagire con la natura e non solo negativamente.

Pranon Kalita, governatore del distretto di Jorhat, riguardo alla foresta di Mulai ha dichiarato alla stampa: «Stiamo convincendo il governo centrale ad avviare le pratiche necessarie a dichiarare questa zona un piccolo “santuario della fauna selvatica”. Anche B.K. Handique, ex ministro indiano e oggi membro del Parlamento del Jorhat, si è interessato alla questione». Magra consolazione per un piccolo grande uomo capace di far fiorire ancora una volta, una piccola parte di mondo.

Il Suolo Minacciato:dalla Food Valley un allarme contro il consumo di territorio (film)

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Fonte:    http://www.ilsuolominacciato.it/index.html

Il DVD

Negli ultimi anni nella pianura padana si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo ad opera di una dilagante espansione urbana ed infrastrutturale. Nella sola Food Valley parmense, luogo di produzioni agroalimentari di eccellenza, lo sprwal urbano, con i suoi capannoni, le sue gru, le sue strade, il suo cemento consuma un ettaro di suolo agricolo al giorno. Partendo da questo caso emblematico e paradossale, il film Il suolo minacciato mostra senza veli quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio evidenziando l’importanza di preservare una risorsa finita e non rinnovabile come il suolo agricolo. Per quanto ambientato nella pianura parmense, il film, attraverso il montaggio di interviste ad esperti ed agricoltori locali, affronta il problema nazionale del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo urbano sulla scorta delle esperienze di altri paesi europei, come la Germania e la Francia, o di piccoli Comuni italiani, come Cassinetta di Lugagnano (MI).

Bat box, che cosa è e come funziona

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Inventate in Toscana nel 2006, iniziano a diffondersi in tutta Europa le bat box,  casette di legno che hanno come scopo quello di ospitare al proprio interno i pipistrelli.

Il progetto in Italia fu poi lanciato nel 2010 dal Museo di Storia Naturale di Firenze, Coop e Disney. L’idea, che nacque grazie ad una felice intuizione che mirava ad offrire un riparo certo ai pipistrelli a seguito della drastica riduzione dei rifugi naturali, si è via via diffusa tanto che proprio in questi giorni la “Convenzione Ue sulla Conservazione delle Specie Migratrici” ha annunciato la diffusione del progetto su tutto il territorio comunitario.

Lo scopo dichiarato è ovviamente quello di tutelare la presenza dei pipistrelli all’interno del nostro ecosistema che è sintomo di elevata qualità ambientale. Troppo spesso infatti, ci si dimentica dell’importante azione svolta da questi piccoli animali notturni, basti pensare alla loro azione di “pulizia” da insetti e zanzare di cui si cibano.

L’istallazione di una bat box, da fare a primavera, è estremamente semplice. Possono essere acquistate nei tradizionali negozi di pet shop, supermercati o per chi ama il fai da te è possibile costruirle con poca fatica.  Studiate appositamente per attirare i pipistrelli, le bat box possono essere collocate ad una parete esterna della casa, ben riparata.

Al termine della bella stagione la bat box non va rimossa, infatti molto spesso i pipistrelli decidono di passare al loro interno l’inverno. Questo perchè la temperatura all’interno delle bat box si stratifica permettendo agli animali di avere un microclima ottimale.

Infine l’uso delle bat box ha anche una elevata importanza scientifica, infatti nel corso del tempo grazie al loro impiego è stato possibile compiere importanti studi legati alla vita di questi animali.