Archivi categoria: Fattoria

IL CIBO NON E’ MERCE

Standard

IL CIBO NON E’ MERCE
Noi del COLLETTIVO ORTI, in sintonia con una linea sensibile agli spazi verdi e all’autoproduzione di ortaggi, intendiamo affrontare il
tema del cibo (in particolare dei prodotti coltivati) in funzione del risparmio e della qualità. Potrebbe sembrare uno slogan da ipermercato, ma sia chiaro che il nostro messaggio è in direzione opposta: secondo noi il cibo non è merce, quindi non lo si produce cercando la massima resa per ettaro grazie all’uso di fertilizzanti e diserbanti chimici o sementi OGM che nuociono alla nostra salute.Le logiche di mercato impongono due tipologie di cibo: sano e costosissimo, oppure meno caro ma insano.
Anche quello al risparmio presenta comunque un rincaro dal produttore a noi consumatori anche
del 200%: una speculazione che è la causa del nostro pagare caro qualcosa di basilare come il cibo.
Il detto “siamo ciò che mangiamo” ci porterebbe distante nei ragionamenti, ma sta di fatto che se ci si nutre di prodotti contaminati quello che siamo si tradurrà in “aspettative di vita”!
E’ ormai risaputo che nutrirsi di prodotti
vegetali sani aiuti a prevenire molte patologie anche in relazione all’invecchiamento. Spesso però siamo costretti ad imbatterci nella quadratura dei conti di
fine mese di pensioni da fame e stipendi senza potere di acquisto (quando ci sono). Senza dubbio le uscite per il vitto
incidono pesantemente sul bilancio famigliare, principalmente per il fatto che sul cibo che il consumatore acquista oltre al prezzo di produzione del contadino
vi è un’aggiunta di costi causati dal trasporto, dal confezionamento e dalla distribuzione cosicchè il cibo che arriva sulle nostre tavole lo
paghiamo sempre maggiorato rispetto a quanto spenderemmo se fosse direttamente il contadino a venderlo.
Il primo approccio a questa questione si intendeva darlo organizzando dei GRUPPI di ACQUISTO POPOLARE. Questa formula si traduce, nel lato pratico,
in un’autorganizzazione per reperire i prodotti agricoli che siano il più possibile vicini alla fonte di produzione.
Questo per abbattere i costi di intermediazione e per cercare la tracciabilità dei prodotti con un
immediato ed indubbio guadagno di qualità unito al risparmio.L’iniziativa pensata autonomamente dal collettivo degli orti di via
Marzolo (attualmente blindati e inaccessibili causa blindatura da parte dell’università) e diffusa in altre parti della città, ha trovato una
sinergia di progetto con gli abitanti del quartiere Caduti della resistenza,che vivono gli stessi disagi.
Loro stanno anche impegnandosi per salvare dalla cementificazione, ai
fini della costruzione di un parcheggio, lo storico campo da calcio di via Dottesio. Si partirà perciò
con dei gruppi di acquisto comuni con punti di distribuzione distinti nei due storici quartieri Padovani.
Quello che ci interesserebbe è anche che l’iniziativa non diventi un mero scambio commerciale (dal momento che i promotori lo fanno a
livello di volontariato, coprendo solo le spese di trasporto) ma anzi un momento di conoscenza ed incontro fra i residenti del quartiere, per
stare in conpagnia e per sviluppare un’autogestione diffusa dei gruppi di acquisto attraverso il coinvolgimento di tutti .Nel corso della
distribuzione verranno raccolte delle firme per darepeso alla volontà di restituire al quartiere il parco Fusinato di Via Marzolo.

Collettivo degli orti di Via Marzolo

Un libro-manuale da leggere per mettersi in pratica

Standard

Qui di seguito potete scaricare un classico della letteratura inerente all’autoproduzione a all’autosufficenza e cose simili, di John Seymour, un autore inglese che davvero sa il fatto suo, vecchia scuola.

The Complete Book of Self Sufficiency  (25 mb)

L’edizione è un po’ vecchia ma come dire, il sapere pratico non invecchia mai, e di roba da imparare ce ne sarebbe per un corso di laurea. Ci si trova da come coltivare l’orto, coltivazione dei cereali e mietitura e conservazione e fare le farine, animali uso domestico e per lavoro nei campi, gestione bosco e piante selvatiche, trasformazione cibo, taglio legna, come arare o non arare, fare il formaggio e robe simili, cosa dar da mangiare ai cavalli, come curare le piante da frutto, fare gli innesti e tante altre robe simili. E’ davvero una piccola bibbia di ispirazione e di spiegazione su come arrangiarsi.

Devo dire due cose infine: ovviamente spero che l’autore non se la prenda se in questo modo la gente può scaricarsi gratis il suo libro, ma meglio così che lasciare a marcire in biblioteca o in libreria tanto sapere (e poi sappiamo che c’è la crisi e tanti giovani non hanno soldi da comprare libri e il sapere DEVE essere tramandato) e poi il sapere non ha nessun brevetto e nessun proprietario. Quindi grazie John per la comprensione. Seconda che una volta che certe cose si leggono bisogna metterle in pratica per capire che alla fine non si è capito veramente niente, e che si impara solo facendo, il libro è solo una indicazione. Per analogia è come quando vai in montagna a fare trekking e ci sono i sentieri segnati. Bene direi, ma cammina!

Valtellina: moria di api, avvelenati oltre 300 alveari

Standard

Pesticidi utilizzati nonostante i divieti stanno causando una vera e propria strage di insetti

Pesticidi utilizzati nonostante i divieti stanno causando una vera e propria strage di insetti

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.”. Questa la celebre frase pronunciata da Albert Einstein. “Con metodica precisione – si legge in una nota dell’Unione nazionale associazione apicoltori italiani (Unaapi) – anche quest’anno si registra un nuovo e diffuso avvelenamento di oltre 300 alveari, in un ampio comprensorio frutticolo della Valtellina. L’avvelenamento, non è dovuto all’uso irresponsabile di molecole chimiche di elevatissima e varia tossicità, ma è conseguente alle precise e dettagliate indicazioni dei locali servizi di assistenza tecnica agricola”.

L’insetticida neonicotinoide Imidacloprid è stato irrorato su meli in fioritura con conseguente avvelenamento di oltre 300 alveari nei comuni di Ponte in Valtellina, Chiuro, Tresivio, Poggiridenti, Castione Andevenno, Teglio, Postalesio. Si è quindi verificata l’ennesima strage di api.

“Eppure – si legge su ilcambiamento.it – la normativa nazionale prescrive il divieto di effettuare trattamenti con insetticidi e acaricidi sulle piante legnose ed erbacee dall’inizio della loro fioritura fino alla caduta dei petali; come pure sugli alberi di qualsiasi specie, se le vegetazioni sottostanti sono in fioritura, salvo che queste ultime siano state sfalciate.”

I neonicotinoidi, hanno un’azione neurotossica ed agiscono compromettendo le capacità neuronali delle api che non sono più in grado di ritornare al loro alveare. Quelle che ci riescono, poche, possono contaminare l’intero alveare. Questo è l’uomo. E se la profezia di Einstein si avvererà è solito merito nostro.

Fonte:    http://www.cadoinpiedi.it/2012/04/25/valtellina_moria_di_api_avvelenati_oltre_300_alveari.html