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I 15 usi alternativi del dentifricio

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dentifricio

Solitamente utilizziamo il dentifricio per far splendere i nostri denti e mantenerli sani, ma questo prodotto è molto più versatile di quanto si possa immaginare. Anche perché cominciano a diffondersi posizioni che ne mettono in discussione la sua utilità sul fronte dell’igiene orale. Ma se nel bicchiere del vostro lavandino continua a troneggiare quel tubetto bianco che ormai viene proposto in ogni formato e composizione, ecco come potreste impiegarlo al di là della mera pulizia dei denti.

  • 1) Allevia l’irritazione provocata dalle punture di insetto. Le punture di insetto spesso danno prurito, ma basta applicare una minima quantità didentifricio sulla parte interessata per calmare il prurito e ridurre il gonfiore. Se applicato su piccole ferite o bolle, invece, il dentifricio tende ad asciugarle permettendo così alla piaga di rimarginarsi più velocemente.
  • 2) Riesce a lenire il dolore dovuto ad una bruciatura. Per le ustioni lievi, cioè quelle che non comportano una ferita aperta, basta applicare un velo didentifricio per avere subito sollievo.
  • 3) Asciuga i brufoli. Vi è spuntato un antiestetico brufolo in faccia e volete eliminarlo in poco tempo? Applicate una punta di dentifricio solo sul foruncolola sera prima di andare a dormire. Il mattino dopo lavatelo e vedrete che sarà completamente asciugato.
  • 4) Pulisce le unghie. Per avere unghie pulite, lucide e forti mettete un po’ di dentifricio su un vecchio spazzolino da denti e iniziate a spazzolare delicatamente le vostre unghie. Se usate un dentifricio sbiancante contenente perossido potrete finalmente rimuovere il colorito giallognolo che si crea  dopo un ampio uso dello smalto. Vedrete che risultato!
  • 5) Tiene i capelli in ordine. Avete finito il vostro gel per capelli e non sapete come domare la chioma ribelle? Sappiate che i dentifrici in gel contengono gli stessi polimeri solubili in acqua dei gel per capelli quindi, come soluzione estrema, provate a scolpire i vostri ciuffi col dentifricio.
  • 6) Elimina gli odori persistentiAgliocipollapesce possono lasciare sulle nostri mani un odore persistente anche dopo molti lavaggi col sapone. Distribuite su palmi e dita una bella dose di dentifricio e lasciate agire per qualche minuto, dopo eliminate tutto sciacquando con acqua tiepida: il cattivo odore sarà completamente sparito dalle vostre mani
  • 7) Rimuove le macchie. Il dentifricio ha veramente mille risorse! Può persino far sparire le macchie difficili dai vostri capi (come ad esempio quelle di vino) o dai tappeti. Sui vestiti, applicate la pasta dentifricia direttamente sulla macchia e strofinate energicamente, quindi lavate il capo come di consueto. Un consiglio: fate attenzione ai dentifrici sbiancantiperché possono avere un effetto candeggiante sui tessuti! Su tappetimoquette, invece, applicate il dentifricio sulla macchia da trattare e spazzolate, dopo sciacquate immediatamente con acqua.
  • 8) Fa tornare come nuove le scarpe da ginnastica. Avete un paio di scarpe da ginnastica vecchie, sporche e magari anche un po’ graffiate? Applicate una piccola quantità di dentifricio, strofinate bene con una spazzola e poi asciugate con un tovagliolo di carta per eliminare i residui. Le vostre scarpe saranno come nuove!
  •  9) Elimina le macchie sui muri. Vostro figlio si è divertito a colorare una parete di casa con i pennarelli? Può capitare…Allora mettete il dentifricio sulla parete e strofinate con un panno umido: i disegni del vostro bambino spariranno come per magia!
  • 10) Fa splendere l’argenteria. Applicate del dentifricio sui vostri pezzi d’argenteria o sui vostri gioielli e lasciatelo agire per tutta la notte. Il mattino dopo pulite tutto con un panno umido. Il vostro argento sarà lucido e brillante! Per far splendere i diamanti, invece, fate uno scrub delicato strofinando il dentifricio con uno spazzolino da denti e un po’ d’acqua e poi lavate accuratamente per eliminare ogni traccia. Attenzione! Non utilizzate il dentifricio sulle perle!
  • 11) Rimuove i graffi su CD e DVD. Questo rimedio è utile sui graffi superficiali e sulle macchie presenti sui CD o i DVD. Basta applicare uno strato sottilissimo di dentifricio e strofinare delicatamente. Per rimuovere tutti i residui, poi, passate sulla superficie del disco un panno umido.
  • 12) Tappa i buchi nei muri. Avete tolto un quadro dal muro e dopo aver estratto il chiodo vi è rimasto un brutto buco nella parete bianca e non avete lostucco. Che fare? Non c’è problema! Usate della pasta dentifricia bianca.
  • 13) Pulisce a fondo i biberon dei bambini. Per rimuovere ogni residuo dal biberon e soprattutto per eliminare quel caratteristico odore di latte che rimane all’interno, fate una pulizia con del dentifricio con i microgranuli aiutandovi con uno scovolino per bottiglie. Ricordatevi di sciacquare più volte il biberonprima di riutilizzarlo.
  • 14) Toglie la crosticina bruciata dal ferro da stiro. Può capitare che, col tempo, la piastra del ferro da stiro sviluppi una crosticina bruciata. Per eliminarla, utilizzate del dentifricio:contiene silice che macina via ogni residuo di ruggine.
  • 15) Evita l’appannamento delle lenti. I subacquei o i nuotatori forse conosceranno questo piccolo trucco. E’ sufficiente strofinare una piccola quantità didentifricio sulle lenti delle maschere da sub o gli occhialini e poi sciacquare per evitare l’appannamento. Un consiglio: strofinate delicatamente perché nel dentifricio sono contenuti ingredienti leggermente abrasivi che potrebbero graffiare le lenti.

Un ultimo suggerimento: quando scegliete il dentifricio controllate sempre la composizione e se questo è testato sugli animali.

Chiara Fornaro

fonte:    http://www.greenme.it/consumare/riciclo-e-riuso/4004-i-15-usi-alternativi-del-dentifricio

IL CIBO NON E’ MERCE

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IL CIBO NON E’ MERCE
Noi del COLLETTIVO ORTI, in sintonia con una linea sensibile agli spazi verdi e all’autoproduzione di ortaggi, intendiamo affrontare il
tema del cibo (in particolare dei prodotti coltivati) in funzione del risparmio e della qualità. Potrebbe sembrare uno slogan da ipermercato, ma sia chiaro che il nostro messaggio è in direzione opposta: secondo noi il cibo non è merce, quindi non lo si produce cercando la massima resa per ettaro grazie all’uso di fertilizzanti e diserbanti chimici o sementi OGM che nuociono alla nostra salute.Le logiche di mercato impongono due tipologie di cibo: sano e costosissimo, oppure meno caro ma insano.
Anche quello al risparmio presenta comunque un rincaro dal produttore a noi consumatori anche
del 200%: una speculazione che è la causa del nostro pagare caro qualcosa di basilare come il cibo.
Il detto “siamo ciò che mangiamo” ci porterebbe distante nei ragionamenti, ma sta di fatto che se ci si nutre di prodotti contaminati quello che siamo si tradurrà in “aspettative di vita”!
E’ ormai risaputo che nutrirsi di prodotti
vegetali sani aiuti a prevenire molte patologie anche in relazione all’invecchiamento. Spesso però siamo costretti ad imbatterci nella quadratura dei conti di
fine mese di pensioni da fame e stipendi senza potere di acquisto (quando ci sono). Senza dubbio le uscite per il vitto
incidono pesantemente sul bilancio famigliare, principalmente per il fatto che sul cibo che il consumatore acquista oltre al prezzo di produzione del contadino
vi è un’aggiunta di costi causati dal trasporto, dal confezionamento e dalla distribuzione cosicchè il cibo che arriva sulle nostre tavole lo
paghiamo sempre maggiorato rispetto a quanto spenderemmo se fosse direttamente il contadino a venderlo.
Il primo approccio a questa questione si intendeva darlo organizzando dei GRUPPI di ACQUISTO POPOLARE. Questa formula si traduce, nel lato pratico,
in un’autorganizzazione per reperire i prodotti agricoli che siano il più possibile vicini alla fonte di produzione.
Questo per abbattere i costi di intermediazione e per cercare la tracciabilità dei prodotti con un
immediato ed indubbio guadagno di qualità unito al risparmio.L’iniziativa pensata autonomamente dal collettivo degli orti di via
Marzolo (attualmente blindati e inaccessibili causa blindatura da parte dell’università) e diffusa in altre parti della città, ha trovato una
sinergia di progetto con gli abitanti del quartiere Caduti della resistenza,che vivono gli stessi disagi.
Loro stanno anche impegnandosi per salvare dalla cementificazione, ai
fini della costruzione di un parcheggio, lo storico campo da calcio di via Dottesio. Si partirà perciò
con dei gruppi di acquisto comuni con punti di distribuzione distinti nei due storici quartieri Padovani.
Quello che ci interesserebbe è anche che l’iniziativa non diventi un mero scambio commerciale (dal momento che i promotori lo fanno a
livello di volontariato, coprendo solo le spese di trasporto) ma anzi un momento di conoscenza ed incontro fra i residenti del quartiere, per
stare in conpagnia e per sviluppare un’autogestione diffusa dei gruppi di acquisto attraverso il coinvolgimento di tutti .Nel corso della
distribuzione verranno raccolte delle firme per darepeso alla volontà di restituire al quartiere il parco Fusinato di Via Marzolo.

Collettivo degli orti di Via Marzolo

Genuino Clandestino. Il primo raduno nazionale per il libero scambio delle sementi il 5-6-7 ottobre

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Il 5-6-7 ottobre nella zona nord-est di Milano si organizza Genuino Clandestino, il primo appuntamento nazionale degli autoproduttori. Gestito dall’associazione Terreinmoto, ha l’obiettivo dichiarato di fare rete tra chi autoproduce e vende nei mercati agricoli, promuovendo inoltre la costruzione di mercati contadini all’interno della metropoli.

In Italia ci sono numerose realtà che si occupano di autoproduzione ma pochi le conoscono e possono acquistare i frutti del loro lavoro. Genuino Clandestino vuole essere un’occasione per informare i cittadini – e non solo di Milano – sulla tutela della terra, la biodiversità, i limiti e le possibilità dell’agricoltura biologica oggi, l’importanza del libero scambio dei semi.

Tutto all’insegna della convivialità, restando assieme in cascina, ascoltando dibattiti, performance teatrali, documentari, facendo mercato e ascoltando musica. Perché l’incontro non sia solo un evento serio e formativo ma un’occasione gioiosa di stare insieme tra chi la terra la coltiva, chi la ama  e chi non la conosce.

Il programma prevede tre location per la manifestazione:

  • venerdì 5 ottobre presso la ex-chiesetta del Parco Trotter (Via Giacosa 46 o via Padova 69)
  • sabato 6 ottobre presso la Cascina  Torchiera Senzacqua (P.le Cimitero Maggiore 18)
  • domenica 7 ottobre in piazza Gasparri

fonte:     http://www.tuttogreen.it/genuino-clandestino-il-primo-raduno-nazionale-per-il-libero-scambio-delle-sementi-il-5-6-7-ottobre/

SOS Orti!!! Ferragosto aperitivo solidale fronte agli Orti ore 18

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Ieri in mattinata, gli agenti hanno provveduto a saldare nuovamente la rete metallica che impediva l’accesso agli orti di via Marzolo, oltre a riversare volontariamente circa 600 litri d’acqua raccolti in una cisterna, anche grazie alle abbondanti piogge di ieri. Fortunatamente, le piante non hanno per ora subito danni, ma è chiaro che con la situazione attuale sono detinate a deperire. Fino al tardo pomeriggio, due camionette con poliziotti in assetto amtisommossa hanno pattugliato la zona.

Quello degli Orti di via Marzolo è stato sin dalla nascita un progetto pacifico, che ha coinvolto i residenti della zona, in gran parte anziani, in eventi sociali e distribuzione di ortaggi, contribuendo a sottrarre l’area dal degrado in cui versava.

Durante la giornata di Ferragosto è previsto un aperitivo solidale, inizialmente programmato all’interno degli orti in via Marzolo, e che dovrebbe ora essere svolto lungo l’area pedonale antistante. Seguiranno maggiori dettagli.
Nel frattempo invitiamo tutti i residenti e i frequentatori della zona, e chiunque abbia a cuore la sorte di questo giardino situato nel cuore del Portello, di rispondere a questo gesto intimidatorio partecipando a questa iniziativa solidale e diffondendo la notizia.

Saluti

Luca Valentini – Collettivo Orti via Marzolo

Orti e giardini «partecipati», il boom del verde curato da gruppi di cittadini

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Il giardino dei Papaveri rossi Il giardino dei Papaveri rossi

MILANO – A Milano giriamo con il pilota automatico. Anche se ci spostiamo a piedi. Colpa del tempo contato e dell’abitudine. «Voliamo» sui percorsi noti senza farci caso, senza prestare attenzione a particolari e dettagli. Poi, a volte, cambia qualcosa. E succede che un percorso macinato quotidianamente si sveli all’improvviso. E mostri un potenziale rimasto nascosto. «Era sotto il nostro naso: una lunga striscia di verde abbandonata che calpestavamo tutti i giorni per accompagnare i figli a scuola», racconta Graziano Valera, «eppure era come se quell’erba spelacchiata fosse cemento». Un perimetro di prato fra via Bigiogera e via Tremelloni, zona Precotto, abbandonato a se stesso.

Il boom degli orti «partecipati» Il boom degli orti «partecipati»    Il boom degli orti «partecipati»    Il boom degli orti «partecipati»    Il boom degli orti «partecipati»    Il boom degli orti «partecipati»

PAPAVERI ROSSI – E un gruppo di quindici genitori che ci mette gli occhi addosso. La storia di Papaveri Rossi, orto-giardino comunitario sorto in mezzo a condomini e marciapiedi, è nata così. «All’inizio non avevamo le idee chiare, solo un desiderio», ammette Valera, «forte e impellente: trasformare un non luogo in una zona verde con una sua precisa identità». Per capire come realizzarlo, hanno iniziato a trovarsi di sera. «Lunghe discussioni, qualche litigata, ma anche un’energia incredibile. Oggi è tutto più chiaro: si lavora la terra, ma soprattutto si coltivano relazioni». Il progetto ha visto il via lo scorso ottobre. «Il 2, per la precisione», scherza . «E’ una data importante: il primo giorno in cui abbiamo messo le mani nella terra». Ad aiutare i neofiti contadini-giardinieri, ortisti più esperti. «Noi abbiamo in forza nel gruppo due agronomi, che avevano esaminato il terreno e ci avevano indirizzato verso un orto con cassoni, ma a spiegarci come seminare, cosa e quando sono state le persone che coltivano il Giardino degli Aromi, l’orto comunitario creato all’interno del Parco dell’ex Pini».

 

Gli ortisti del Giardino degli aromi al lavoro (Fotogramma)

I PROGETTI – Un progetto sociale attiva aiuti insospettabili. «E’ arrivato tutto gratis: un papà che commercia in legname ci ha regalato i bancali per realizzare i cassoni, da un garden center è arrivata la terra, la rete Libere Rape Metropolitane ci ha offerto semi e piantine. Ci hanno perfino prestato un camioncino per il trasporto!». Papaveri Rossi è uno dei tanti progetti di verde partecipato nato negli ultimi anni a Milano. Da un mese il Comune riconosce questa forma di volontariato verde e lo facilita. Grazie a una delibera approvata a fine maggio, le associazioni possono presentare ai Consigli di Zona progetti di presa in carico del verde demaniale abbandonato o in stato di degrado. Ne parliamo nelle pagine della Città del Bene del Corriere Milano di domenica 8 luglio. «Il bisogno di verde è anche bisogno di socialità», racconta Manuel Bellarosa di Giambell Garden, altro recente orto-giardino comunitario sorto in via Odazio, al Giambellino. «Noi l’abbiamo toccato con mano: appena abbiamo iniziato a dissodare la terra l’intero quartiere si è presentato. Ognuno voleva mettersi in gioco, partecipare. E adesso ogni sabato organizziamo grandi pranzi sotto le frasche». Tanti pensionati? «Molti, certo. Ma ci sono anche i giovani e famiglie con bambini. E non solo italiani. Stiamo aspettando dei semi speciali in arrivo dall’India. Alcuni ragazzi di New Dehli li hanno richiesti a casa. Li pianteremo vicino ai nostri gelsi e ai fichi: sarà un bellissimo esperimento di verde multietnico». Marta Ghezzi

fonte:     http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_luglio_7/verde-orti-giardini-partecipazione-citta-bene-201913865229.shtml

Ecco le tegole fotovoltaiche: il tetto che produce energia

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FOTO: scopri tutti i dettagli delle tegole fotovoltaiche

Dopo i pannelli fotovoltaici da installare sul tetto o in giardino, arrivano le tegole fotovoltaiche: perfettamente integrate nella struttura dell’edificio, efficienti e soprattutto belle da vedere. Il problema estetico è infatti uno dei fattori che hanno finora ostacolato la diffusione dell’energia solare in Italia, un paese ricco di borghi antichi e centri storici dove l’installazione dei pannelli solari è non solo antiestetica, ma spesso vietata dalla legge.

La tegola solare permette di ovviare a questo inconveniente. Già presente sul mercato da più di un anno, il prodotto si è infatti perfezionato e diversificato in modo da integrarsi sempre meglio nel paesaggio. Sono oggi disponibili sia tegole che coppi fotovoltaici.

Le tegole sono di fatto piccoli pannelli solari da applicare sulla parte piatta di ogni tegola o tra una tegola l’altra. La differenza rispetto a un tetto tradizionale è percepibile, ma siamo ben lontani dall’impatto estetico di una copertura costituita interamente da pannelli fotovoltaici. Inoltre, l’installazione richiede un rifacimento solo parziale del tetto e la resa può essere molto elevata.

FOTO: scopri tutti i dettagli delle tegole fotovoltaiche

I coppi solari rappresentano la vera novità. Sono fatti esattamente come i coppi tradizionali, solo che sulla loro superficie è ricavato l’alloggiamento per un pannellino fotovoltaico. I difetti rispetto alla tegola: costano di più, richiedono il totale rifacimento del tetto.

I vantaggi: sono più belli e più simili ai tetti tradizionali, non hanno bisogno di installatori specializzati e danno diritto alla certificazione di “integrazione totale” del pannello nel tetto. Questo significa che, nelle zone sottoposte a rigide normative in ambito paesaggistico, i coppi permettono di ottenere le necessarie autorizzazioni all’installazione con più facilità rispetto alle tegole.

L’offerta di tegole e coppi solari cresce a vista d’occhio e i produttori sono già un buon numero. Una chicca tutta green? Le tegole prodotte a Rovigo da Fornace Fonti: in argille naturali della pianura padana, senza aggiunta di fanghi o additivi industriali, provviste di pannellini solari sostituibili qualora la ricerca in ambito fotovoltaico dovesse portare a tecnologie sensibilmente più efficienti.

FOTO: scopri tutti i dettagli delle tegole fotovoltaiche

fonte:     http://www.tuttogreen.it/ecco-le-tegole-fotovoltaiche-il-tetto-che-produce-energia/