Candele di cera di soia autoprodotte

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Una candela accesa, si sa, crea un’atmosfera rilassante… e se profumata dona anche un senso di pace e di armonia. Eppure non tutti sanno che gran parte delle candele in commercio, realizzate con la cera di paraffina, sono particolarmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.
La paraffina è una complessa miscela di idrocarburi di derivazione petrolchimica, largamente utilizzata per i suoi costi contenuti. Uno studio condotto dall’americana “Enviromental Protection Agency” ha rilevato la cancerosità e la neurotossicità della fuliggine nera emanata dalle candele di paraffina. Fuliggine che diffonde nell’ambiente sostanze chimiche dannose come l’acetaldeide, la formaldeide, l’acrolene e il naftalene e che sarebbero responsabili, per i soggetti sensibili, di irritazioni delle vie respiratorie e nei casi più estremi di disturbi neurologici, cefalea, nausea, vomito, vertigini. Sotto accusa anche il piombo contenuto negli stoppini e i coloranti a base di solventi e additivi pericolosi, come nafta e naftalene, e i profumi contenenti flalati tossici.
La natura, per fortuna, ci fornisce grazie alla cera di soia una soluzione alternativa alle dannose candele industriali. L’invenzione della cera di soia risale al 1991, quando Michael Richards cercava un’alternativa più economica alla cera d’api. E i vantaggi legati alla cera di soia sono molteplici. Primo fra tutti quello di essere una risorsa rinnovabile e sostenibile, un prodotto cruelty free, in quanto non testato sugli animali ed infine la sua origine vegetale, garantisce l’assenza di sostanze tossiche e inquinanti durante l’accensione. La cera di soia, inoltre, assicura stabilità alla candela e la sua fiamma sarà più brillante e senza fumo.
Realizzare candele di soia in casa è un’operazione estremamente semplice e divertente!

OCCORRENTE:
– Cera di soia:
La cera di soia può essere acquistata nei colorifici, nei negozi bio o online. Se disponiamo di acido stearico possiamo addizionarlo nella misura del 10% (20% max). Quest’ultimo farà sì che la candela bruci più lentamente ed in maniera più omogenea.

– Stoppino,
E’ bene utilizzare del filo di cotone (il filo sintetico una volta bruciato immette diossina nell’aria). Io ho preso in merceria del filo “a coda di topo”.

– Pentolino e bicchiere per bagnomaria;

– Oli essenziali
Possiamo utilizzare degli oli essenziali di nostro gradimento o oli da cui vogliamo sfruttare i vantaggi dell’aromaterapia. Gradevolissimi sono quello di lavanda o agli agrumi.

– Contenitore
Possiamo riciclare bicchierini, vasetti e quant’altro si presti bene per contenere la nostra candela, persino mezzo limone o mezza arancia svuotati.

PROCEDIMENTO:
1. Tagliamo a pezzi la cera di soia (se non è già in scaglie) e uniamo l’acido stearico (se non lo avete potete ometterlo, non è indispensabile);
2. Fondiamo a bagnomaria la cera di soia e l’acido stearico in un bicchiere di vetro;
3. Tagliamo il filo di cotone di qualche centimetro più lungo rispetto alla lunghezza della nostra candela. Intingiamolo nella cera di soia fusa, lo stendiamo ben dritto su un foglio di carta stagnola o carta forno e lo riponiamo in freezer fino a quando non si sarà totalmente solidificato.
4. Una volta raggiunti i 50° la nostra cera di soia si sarà completamente fusa. Pertanto la tireremo fuori dal bagnomaria e la verseremo sul contenitore che abbiamo scelto. Il punto di fusione relativamente basso della cera di soia fa sì che questa non si solidifichi in fretta una volta sciolta. Quindi non possiamo far pasticci!
5. Riponiamo lo stoppino al centro del contenitore e lo fissiamo all’estremità con una molletta o con uno stuzzicadenti.
6. Lasciamo qualche ora a solidificare e la nostra candela ecologica è pronta!

Vi mostro alcune delle mie candeline. Per le decorazioni ho usato fiori di lavanda, karkadé, frutti di bosco essiccati. Ma in questo potete sbizzarrirvi!

 
(Rossana Vella)
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