La case della dispersione

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Stralci di un rapporto diffuso da Legambiente (le versione completa è nel sito dell’associazione).

In classe A si vive meglio: nessuna, o quasi, dispersione di calore e consumi energetici ridotti, d’estate come d’inverno. Lo sostiene con convinzione Legambiente, dimostrandolo con le termografie effettuate su edifici certificati di Bolzano, Torino, Firenze, Udine e Perugia per la campagna sull’efficienza energetica di Legambiente, “Tutti in classe A”. La termografia è una sorta di radiografia a colori, che consente di capire come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell’isolamento termico, e quindi di svelare la qualità o meno degli edifici in cui viviamo o lavoriamo. (..,)

I tecnici dell’associazione, in particolare, hanno esaminato 200 immobili in 21 città d’Italia, raccogliendo i risultati nel rapporto 2012 Tutti in classe A. L’analisi termografica ha riguardato edifici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli certificati di Classe A e di quelli ristrutturati. Sono stati analizzati 91 edifici costruiti dopo il 2000, ossia dopo che le direttive europee avevano già chiarito tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire. Su quasi tutti questi immobili “nuovi e già vecchi” i problemi sono evidenti – dal Villaggio Olimpico di Torino, alla Giudecca a Venezia fino alla periferia di Bari, dal complesso Porta Nuova di Pescara o al quartiere Bufalotta a Roma, ad esempio – si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee. Anche, spesso, per edifici che si promuovono come “biocase” o a basso consumo energetico. La conseguenza è che si hanno temperature più elevate del dovuto d’estate e più fredde d’inverno, con disagio e bollette più care. (…)

La dimostrazione che in “Classe A” si vive meglio, osserva Legambiente, la danno le termografie di edifici ben progettati e costruiti, certificati, come il Kondominium Rosenbach a Bolzano, gli immobili in via cittadella a Firenze, in via Lumignacco a Udine o in località Fontana a Perugia, che mostrano invece un comportamento omogeneo delle facciate e l’assenza di ponti termici significativi. Si può osservare, inoltre, come vengano sfruttati tanto l’esposizione dell’edificio quanto i materiali delle diverse facciate, al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici per il condizionamento invernale. I fortunati abitanti di questi edifici arrivano a pagare fino a 2mila euro in meno all’anno di spesa energetica rispetto a chi abita in una casa di Classe G. Un’attenzione che manca, purtroppo, persino in edifici progettati da architetti di fama internazionale e costruiti negli ultimi dieci anni, come mostrano le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano e Alessandria da Fuksas, Krier e Gregotti. Le case in via Leoni a Milano, nel quartiere Pista di Alessandria e Bicocca di Milano, all’analisi a infrarossi presentano risultati simili a quelli di altri edifici recenti e di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti. (…)

Tutti in Classe A presenta anche una pagella delle Regioni italiane in materia di efficienza energetica. Promosse le Province di Trento e Bolzano, Piemonte e Lombardia che hanno anticipato il recepimento delle direttive europee e stabilito controlli e sanzioni per la certificazione. Tutte le altre Regioni presentano buchi normativi, sanzioni inadeguate, controlli assenti o a campione. Investire in manutenzione è un’opportunità per incrociare gli obiettivi energetici – oggi vincolanti – con quelli – purtroppo non vincolanti e troppo spesso dimenticati – di messa in sicurezza del patrimonio edilizio, di adeguamento degli alloggi alle nuove domande delle famiglie, e magari di maggiore vivibilità di tante periferie.

fonte:   http://comune-info.net/2012/06/lisolamento-termico-dimenticato/

 

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